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venerdì 31 agosto 2007

USA: EVOLUZIONE IN TEXAS.

Ci sono molti Americani che non credono nell'evoluzione. Ed è probabilmente giusto dire che un numero sproporzionato di loro risiede nel Texas. Ma è proprio dal Texas che abbiamo conferma della assoluta certezza che l'evoluzione umana è una realtà. Quando George Bush era Governatore del Texas negli anni 90, ha approvato le esecuzioni con l'impunità, mandando a morte coloro che potevano essere non colpevoli e coloro che potevano esserlo, chi si era pentito e chi no, chi aveva avuto sufficiente difesa legale e quelli i cui avvocati hanno dormito con le prove, quelli che avevano la capacità mentale di capire i loro crimini, e quelli che non se ne rendevano conto. In tutto, Bush ha firmato più di 150 ordini di esecuzione come Governatore, un record per il paese. La stampa mondiale lo ha riconosciuto come "il Texecutioner" o, nella fraseologia del quotidiano The Indipendent di Londra: "un entusiasta della pena di morte". Come Presidente, Bush ha continuato a sostenere energicamente l'uccisione sponsorizzata dallo Stato. Ed è di questo mese la notizia che Bush ed il suo Procuratore Generale Gonzales avevano sviluppato un programma per accelerare le esecuzioni dei condannati che giacciono nelle braccia della morte.
Allora, che cos'è questa evoluzione? Chiaramente, Bush non è cresciuto come essere umano o come funzionario con il potere di decidere chi vive e muore. Ma Bush per fortuna non è più il Governatore del Texas. Il repubblicano conservatore Rick Perry lo è. E Perry mercoledì ha commutato la pena di Foster in carcere a vita. La decisione è arrivata appena ore prima che un uomo innocente fosse ucciso dallo stato, "un particolare"che, in tutta probabilità, non avrebbe preoccupato George Bush o Alberto Gonzales ma che ha preoccupato Rick Perry: Alla vigilia dell'esecuzione prevista, il Governatore Perry ha annunciato che, "Dopo un attenta considerazione dei fatti di questo caso, credo che la decisione giusta sia di permutare la condanna a morte di Foster in ergastolo. Sono preoccupato sulla legge del Texas che permette che i coimputati dei omicidio capitale siano processati simultaneamente ed è una questione che penso la legislatura dovrebbe esaminare". Un messaggio che il Governatore George Bush non avrebbe mai potuto fare, specialmente la parte che propone un intervento legislativo per correggere un'ingiustizia. Questo piccolo provvedimento avvenuto nello Stato del Texas, ha salvato una vita di un uomo innocente. Persistendo tuttavia la legge texana che ha generato una simile mostruosità giuridica, sono ancora valide molte delle considerazioni ed informazioni contenute qui e qui .

giovedì 30 agosto 2007

USA: SCUOLA DI SHOCK PER BAMBINI DIFFICILI. TORTURA "EDUCATIVA"

Il Rotenberg Center è una scuola situata a Canton, a pochi chilometri da Boston, Massachusetts, dove genitori mandano i loro ragazzi difficili, o quelli a cui viene diagnosticato cose come deficit dell’attenzione, disturbi bipolari o anche l’autismo ritardo mentale e schizofrenia. La scuola è diretta da Matthew Israel, un pericoloso comportamentista che usa tecniche "di punizione" come l' elettroshock su bambini da nove dieci anni per cambiare le loro personalità. I ragazzi indossano una pila e degli elettrodi attaccati al dorso e agli arti, in modo da ricevere le scosse elettriche. Gli "educatori" hanno dei telecomandi per attivare questa sorta di minielettroshock punitiva e sono istruiti a farlo anche senza una motivazione proprio per evitare che i bambini siano preparati mentalmente e fisicamente pronti a riceverla. Tra gli aspetti più geniali, i ragazzi vengono "auto-educati" stando davanti al computer tutto il giorno per seguire programmi d'istruzione automatizzati. Il “trattamento Ludovico” prevede, per gli studenti, anche telecamere che li sorvegliano di notte, aree delimitate in cui è concesso parlare con gli altri ragazzi perché farlo nelle "ore scolastiche" è proibito (e quindi punito con le scosse), e via continuando con le amenità da panopticon. La scarica elettrica provata e descritta dal giornalista di MotherJones che racconta con molti dettagli tutta la vicenda, è all’incirca come un nugolo di vespe che ti stiano attaccando nello stesso momento. Due lunghi secondi. La si può ricevere anche per aver solo imprecato. Il trattamento Rotenberg manca di alcuna base scientifica. La scuola usa un filmato di 20 anni che mostra storie di suoi "successi" per convincere i genitori e alcuni dei suoi successi sono ancora, dopo 20 anni, inchiodati ad una sedia a rotelle e in pessima forma. Nel giugno di 2006, un rapporto del Dipartimento per l'Educazione dello stato di New York tentò di distruggere l'immagine attentamente coltivata del programma. Un gruppo di investigatori con tre psicologi trascorsero cinque giorni al Centro Rotenberg compilando un rapporto pieno di prove schiaccianti. "Quasi tutti i ragazzi indossano catene alle gambe e manette, molto spesso vengono legati a un asse o una sedia per ore o a giorni. La maggioranza degli "insegnanti" svolgono arbitrariamente la professione, non essendolo affatto. Gli studenti vengono puniti per aver interrotto il loro lavoro per più di 10 secondi, per aver conversato, per un aspetto poco curato. Vivono in una atmosfera costante di paura e ansia". Qualcuno sta tentando di far chiudere questo lager, ma non ci sono ancora riusciti. E il Centro di Rotenberg ha 900 impiegati e redditi annuali che superano i $56 milioni e addebita $220,000 annui per ogni studente. E genitori disperati continuano a mandarci i loro figli difficili perché nessun’altra istituzione educativa è disposta ad accettarli. Senza capire, all’inizio, in che luogo li stanno facendo internare, una succursale di Abu Ghraib per l'infanzia.

mercoledì 29 agosto 2007

IN TEXAS IL BOIA LAVORA SENZA SOSTA

Ieri è stato giustiziato un'altro detenuto in Texas. Il cocktail mortale è stato somministrato a DaRoyce Mosley ieri pomeriggio, dopo un ultimo appello rivolto alla Suprema Corte. Oggi, 29 agosto, è già prevista un'altra esecuzione, quella di John Amador, condannato per l'omicidio di Reza Ayari nel gennaio 1994. Amador ha sempre sostenuto di non aver ricevuto adeguata assistenza legale durante il processo iniziale che nei successivi atti di appello. Nell'ordine, Kenneth Parr, Johnny Conner, Daroyce Mosley, John Amador e Kenneth Foster, che, malgrado non abbia ucciso nessuno, sarà giustiziato domani 30 agosto. Condannato a morte in base alla assurda legge Texana la "Law of Parties", la legge delle parti in causa, secondo cui un individuo è responsabile di un crimine commesso da altri se è lecito pensare che avrebbe potuto prevederlo e, quindi, impedirlo. Kenneth sarà giustiziato quindi per non aver previsto che un'altro uomo, Mauricio Brown, uscendo dalla sua macchina, avrebbe commesso un omicidio. Lui no, non l'aveva previsto, diversamente da coloro che metodicamente, inesorabilmente, hanno pianificato la sua uccisione e che conoscono con esattezza la data e l'ora in cui Kenneth Foster sarà ucciso: Giovedì, 30 agosto alle ore 18,00.

Qui il tragico elenco delle prossime dieci esecuzioni in Texas previste in meno di un mese.

martedì 28 agosto 2007

L'AMERICA E' IL PAESE PIU' ARMATO AL MONDO: Su 100 americani 90 sono armati

Reuters: Gli Stati Uniti hanno 90 pistole per ogni 100 cittadini, è la società più armata al mondo, secondo lo "Small Arms Survey 2007", progetto di ricerca indipendente dell''Istituto Superiore degli Studi Internazionali di Ginevra che raccoglie tutte le informazioni pubbliche sulle armi leggere nel mondo. Gli americani possiedono 270 milioni d'armi da fuoco sugli 875 milioni di armi dichiarate nel mondo. Degli 8 milioni di nuove pistole fabbricate ogni anno nel mondo, 4.5 sono acquistate dai cittadini degli Stati Uniti. C'è approssimativamente 1 arma da fuoco per ogni 7 persone. Senza gli Stati Uniti, questo dato si ridurrebbe a circa 1 arma da fuoco ogni 10 persone. E' lo Yemen a seguire gli Stati Uniti, con 61 pistole ogni 100 persone, seguite dalla Finlandia con 56, dalla Svizzera con 46, dall'Iraq con 39 e dalla Serbia con 38. La Cina risulta terza con 40 milioni, circa 3 pistole per 100 persone. Dopo c'è la Francia, il Canada, la Svezia, l'Austria e la Germania, ciascuno con circa 30 pistole ogni 100 persone. L'India ha il secondo arsenale civile di armi più esteso al mondo, con una stima di 46 milioni di armi da fuoco valutate al di fuori delle forze di polizia e dei militari, benchè questo rappresenti appena una media di 4 pistole per 100 persone."Le armi da fuoco si distribuiscono molto irregolarmente intorno al mondo. L'immagine che abbiamo di determinate regioni quali l'Africa o America Latina che sono inondate di armi, sono certamente false", ha dichiarato il direttore Keith Krause. "La quantità di armi detenute da civili è notevolmente maggiore di quanto credevamo ha detto Krause, soltanto circa il 12% delle armi civili probabilmente è registrata alle autorità.

lunedì 27 agosto 2007

11/9/01: American Airlines Volo 11 e 77 : Quel giorno nessun volo

WikiScanner (scopre chi modifica le pagine di Wikipedia), dopo le recenti "modifiche" del Vaticano e la Cia, ha scoperto che l'American Airlines ha "ritoccato" la loro voce di Wikipedia per dichiarare che i voli 11 e 77 non hanno mai volato l'11/9/01. La voce originale era:

"Due velivoli dell' American Airlines sono stati dirottati e schiantati durante l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001: Volo 77 (un Boeing 757) dell' American Airlines e volo 11 (un Boeing 767) dell' American Airlines".
Adesso è:
Due velivoli dell' American Airlines sono stati dirottati e schiantati durante l'attacco terroristico dell'11 settembre 2001: Volo 77 (un Boeing 757) e volo 11 (un Boeing 767). Sebbene questi voli erano partenze quotidiane prima e un mese dopo l'11 settembre 2001. Nè il volo 11 nè il 77 erano previsti l'11 settembre 2001. I registri tenuti dall'Ufficio delle Statistiche del Trasporto (www.bts.gov/gis/) non elencano né uno né altro volo quel giorno. Una ricerca di Google dell'indirizzo IP che ha fatto la modifica è: 144.9.8.21 American Airlines. Perché questa modifica dell'American Airlines? I voli di fatto c'erano, o l'abbiamo solo immaginato?

domenica 26 agosto 2007

PER BIN LADEN L'INVASIONE DELL'IRAQ E' UN "DESIDERIO CHE SI AVVERA"

Il giornalista che riuscì ad intervistare il capo di Al qaeda dice che l'invasione degli Stati Uniti in Iraq "esaudisce il desiderio di Osama bin Laden". In una recente intervista con la ABC Tv, una televisione australiana, il redattore Abdul Bari Atwan del Al Quds ha sostenuto che il capo di Al Quaeda aveva cercato di attirare le truppe US in una guerra in Medio Oriente. Abdul Bari Atwan redattore capo dell'Al Quds Al Arabia giornale in lingua araba di Londra, è l'unico giornalista occidentale ad avere intervistato Osama bin Laden trascorrendo tre giorni con lui sulle montagne dell'Afghanistan nel 1996. Sembra che bin Laden avesse una precisa strategia a lungo termine "Mi disse personalmente che non poteva andare a combattere gli Americani ed il loro paese. Ma voleva riuscire a provocarli e a portarli in Medio Oriente nel loro mondo musulmano, dove lui poteva scovarli e combatterli suo proprio terreno, dando loro una lezione", ha dichiarato Atwan. "Sembra che l'invasione dell'Iraq abbia esaudito il sogno di Osama bin Laden. Ecco perché gli Americani stanno perdendo in Iraq finanziariamente e sul piano umano e perfino i loro alleati, compreso l'Australia, stanno realmente perdendo la pazienza, perdendo denaro, perdendo personale e perdendo la reputazione". Ha inoltre dichiarato "Al qaeda non aveva alcun collegamento in Iraq prima dell'invasione americana. Non avrebbero osato entrare in Iraq perchè consideravano Saddam un non-credente, un ateo e lui era contro i radicali islamici, considerati una minaccia per la sua presidenza. Ma dopo l'invasione degli Stati Uniti che ha destabilizzato il paese, ha consentito un afflusso di centinaia di combattenti stranieri che hanno giurato fedeltà al gruppo di bin Laden". "L'Iraq è un porto sicuro per Al-qaeda perché ha circa 50 milioni di armi. Ha circa cinque milioni di tonnellate di munizioni lasciati dal regime di Saddam Hussein ed anche la comunità Sunnita che, destituiti dal potere con l'invasione americana, sono realmente molto, molto frustrati e umiliati. Dunque, per Al Queda quale ambiente migliore per installare le sue basi ". Nella sua intervista del 1996, che fu ristampata dopo l'11/9, bin Laden disse ad Atwan che "l'Iraq non era una alternativa" per stabilire una roccaforte. Inoltre ha affermato che bin Laden sperava di far impantanare gli Stati Uniti in una guerra in Somalia dopo che Al-quaeda fece precipitare un elicottero americano, uccidendo 19 soldati. "Si rammaricò che l'amministrazione Clinton decise di ritirare le truppe dalla Somalia e andare via". Ma per la sua sfortuna, secondo la sua definizione, essi lasciarono, e lui cominciò a pianificare un'altra provocazione per trascinarli in suolo musulmano. "E sembra che il Presidente Bush realmente l'non l'abbia fatto lavorare molto per questo", ha continuato Atwan. "Subito dopo il bombardamento dell'Afghanistan, che realmente distrusse 85 per cento dell' infrastruttura del personale di Al qaeda privandoli di un porto sicuro, dopo questo successo enorme contro Al qaeda, il presidente Bush ha fatto il terribile errore di mandare le sue truppe ad invadere l'Iraq, uno dei paesi più difficili da invadere, da essere occupato, la peggiore terra per la democrazia e i diritti umani. E possiamo vedere il risultato".

sabato 25 agosto 2007

L'ARTE DI FABBRICARSI CONSENSI PER LA GUERRA. La FOX attacca l'Iran

Con l'Iraq che raggiunge livelli precedentemente inconcepibili di violenza, con i militari degli Stati Uniti al limite di rottura e con reputazione internazionale dell'America a pezzi, qualsiasi persona sensata non potrebbe parlare per di attacco preventivo degli Stati Uniti contro l'Iran. Ma fonti del governo e media continuano a parlarne con una preoccupante insistenza. Sia la FOX che altri hanno pubblicato stralci dell'ultimo rapporto della NIE (National Estimate Intelligence on Iran): Le conclusioni suggeriscono che un cambiamento del regime di Teheran sembri improbabile malgrado l'irritazione pubblica crescente per la disastrosa economia del paese, che l'Iran avrebbe continuato a perseguire un programma nucleare, (anche se il governo di Tehran insiste che è solamente per la produzione di energia, il rapporto anticipa anche il piccolo progresso dell'Iran per fermare di sostenere gruppi militanti nella regione, hanno dichiarato ufficiali in anonimato perché il rapporto non è stato ancora rilasciato. Giorni fa, il TIME ha pubblicato un articolo di Robert Baer ex agente CIA, che sosteneva che un attacco potrebbe essere imminente. Il mese scorso, The Guardian segnalava che il dibattito interno della Casa Bianca sull'Iran propendeva per un'azione militare entro 18 mesi, il presidente G. Bush non è preparato a lasciare il conflitto irrisolto e Dick Cheney sarebbe favorevole ad un attacco. (nessuna sorpresa!) Ed ecco che inizia l'attacco mediatico con gli stessi toni allarmistici usati per l'Iraq, le quotidiane immagini, gli effetti sonori urlanti e minacciosi. In America, chiunque non la vedeva cosi', era un traditore. (In Italia eri il solito antiamericano con soliti preconcetti in testa e bla bla..) La FOX ha cominciato la sciovinistica programmazione per spingere la nazione verso un attacco in Iran. Questo video di Robert Greenwald mette in confronto i due periodi: "Abbiamo già montato diverse ore della FOX… stesse immagini, effetti sonori, quelle che usavano prima dell'invasione dell'Iraq e che ora sono usati vendere una guerra con l'Iran. Dicono esattamente le stesse cose! Nel video Christiane Amanpour della CNN spiega come la sua rete "fu intimidita" e come le principali reti scelsero così di seguire la Fox e sul sito la possibilità di inviare online una lettera aperta ai maggiori network. E' incredibile e difficile da credere, ma soprattutto scioccante. La stima della NIE sull'Iran non è positiva: In ogni caso, non è un motivo lanciare un altro attacco preventivo. A meno che non vogliano smettere di commerciare con la Cina e bombardarli perchè hanno distribuito giocattoli pericolosi o bombardare la Korea del Nord e il Pakistan per offese simili se non peggiori. Questa volta è diverso comunque, sappiamo cosa sta accadendo. Ognuno di noi ha visto la terribile tragedia ed il prezzo terribile pagato da tanti Iracheni, donne, bambini e da tanti Americani.

giovedì 23 agosto 2007

BUSH: LA SINDROME DI SAIGON

Possiamo dire che Bush sia realmente disperato perché ora è proprio lui stesso a citare la guerra del Vietnam. Ma invece di riconoscere ciò che effettivamente fu, un avventato imbroglio, proprio come il sua stessa guerra in Iraq, Bush interpreta la storia della guerra in Vietnam per provare a sostenere che un eventuale ritiro dall'Iraq sarebbe un errore come quello del 1975. "Un'eredità inequivocabile del Vietnam", ha detto ai veterani americani, “è che il prezzo del ritiro dell'America fu pagato da milioni di cittadini non colpevoli, che con le loro agonie aggiunsero ai nostri vocabolari nuovi termini come "boat-people", killing fields". A proposito, Bush sta contando le vittime dei Khmer rossi, che andarono al potere solo dopo "l'intervento" degli Stati Uniti in Cambogia. Di fatto, non fu il ritiro ma l'intervento in Cambogia che portò ai killing field (campi della morte) etc. Fu il bombardamento americano (progettato per interrompere i condotti di alimentazione di Vietnam del nord) che portò giù il governo cambogiano e innescò la rivoluzione brutale dei Khmer Rossi. E non conta nemmeno i tre milioni di persone che gli Stati Uniti hanno ucciso in Asia Sud-Orientale durante quella guerra. Cosi' come non sta contando i 70.000 - 700.000 Iracheni civili che la sua guerra ha ucciso, o quelli che sono stati costretti per lasciare le loro case. Riferendosi ad altre guerre in Asia, il sig. Bush ha dichiarato che il supporto degli Stati Uniti aveva trasformato il Sud Corea in "un modello per i paesi in via di sviluppo nel mondo, compreso il Medio Oriente", mentre "gli ideali e gli interessi che indussero l'America a far si che la sconfitta giapponese si trasformasse in democrazia sono gli stessi che oggi ci inducono a rimanere impegnati nell'Afghanistan e nell'Iraq". In effetti, il sig. Bush sta invitando gli Americani ad essere pazienti circa l'Iraq considerando che i conflitti impopolari hanno buon esito alla fine. Un punto di vista a dir poco "eccentrico" quello di Bush . Il confronto fra il Giappone nel 1945 e l'Irak di oggi è davvero inpportuno ed inesistente. L'occupazione degli Stati Uniti del Giappone, che è durato fino al 1952, è avvenuta in seguito a una guerra e non un'invasione lanciata nell'ambito di falsi pretesti ed inoltre, all'imperatore Hirohito fu consentito di rimanere a capo di un paese unificato, lontano dai conflitti che dividono e che infuriano oggi in Iraq. Come Kissinger e Nixon hanno fatto nel Vietnam, cosi' Bush sta facendo nell'Iraq: sostenendo che il ritiro danneggierà la credibilità degli Stati Uniti ed incoraggierà i nemici. Per sostenere quel punto, Bush tira fuori bin Laden, che è ancora utile (piuttosto che un totale imbarazzo) per l'Amministrazione. E poiché bin Laden cita il Vietnam come segnale della debolezza americana, Bush conclude che l'America non può ritirarsi ancora dalla guerra. Nell' aprile 2004, ad una conferenza stampa sostenne che era un tradimento sollevare lo spettro del Vietnam: "Quell'analogia trasmette il messaggio errato alle nostre truppe e al nemico". Ora manda il messaggio egli stesso. Ma a proposito, secondo Bush che cosa avrebbero dovuto fare in Vietnam? Il vietnamiti del nord e i Viet Cong stavano superando Saigon; il personale dell' ambasciata degli Stati Uniti riuscì a mala pena ad andar via in elicottero dal tetto. E malgrado furono lanciate più bombe sui vietnamiti che durante la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti non riuscirono a prevalere. In passato Bush ha dichiarato che in Vietnam gli Stati Uniti non hanno ucciso abbastanza gente. E durante il discorso di accettazione alla Convenzione Nazionale Repubblicana nel 2000 disse: "Una generazione segnata dal Vietnam deve ricordare le lezioni del Vietnam: Quando l'America utilizza la forza nel mondo... la vittoria deve essere schiacciante". La prospettiva di una vittoria schiacciante non c'è mai stata nel Vietnam. Né c'è oggi per l'Iraq. Bush sta riscrivendo la storia. Ma non ha un buon soggetto.
link: New York Time
Guardian
LA Times

mercoledì 22 agosto 2007

INDICE DELLA PACE GLOBALE

L'Economist Intelligence Unit, insieme ad un team internazionale di accademici ed esperti, hanno stilato il "Global Peace Index" (GPI), il primo studio che classifica 120 nazioni del mondo, dall' Austria al Zambia, dal più pacifico al meno pacifico, usando una metrica che combina fattori interni ed esterni. La ricerca mette in relazione una serie di condizioni sociali come la democrazia, la trasparenza, l'istruzione, i diritti civili, il benessere, per capire meglio i fattori che generano e sostengono la pace. Lo studio prende in esame elementi come il livello di violenza all'interno del paese, il crimine organizzato, l'accesso alle armi, il numero di persone detenute nelle prigioni, il dispendio militare. Lo scopo del progetto è di andare oltre lo studio delle guerre e l' "assenza di violenza" considerata come indicatore di pace, ma una maggiore comprensione dei meccanismi che la generano e la consolidano. E' qui l'Indice della Pace Globale (GPI). I paesi sono allineati da quello più a quello meno pacifico. Il primo, il n.1, la Norvegia e l'ultimo n.121 l'Iraq. E' molto interessante vedere in dettaglio i fattori che ne hanno determinato la valutazione, cliccando su ogni paese. Ai primi posti troviamo molti paesi europei: Danimarca 3, Irlanda 4, Germania 12. L'Italia è al 33° posto e gli Stati Uniti al 96° appena prima del Iran.
L' Iraq è l'ultimo dell'elenco, con il Darfur che si classifica solo uno posto sopra.
Quindi... vorrebbe dire che quello che sta accadendo in Iraq è peggio del genocidio in corso in Darfur? A pensarci tremo.

lunedì 20 agosto 2007

TORTURARE o NON TORTURARE. Questo è il dilemma degli psicologi americani

Gli psicologi americani si sono riuniti a San Francisco quest'ultimo fine settimana per il loro Congresso annuale. L'argomento di quest'anno era decidere se era etico o meno per loro prendere parte al programma di interrogatori che prevedono torture effettuata dai militari e dalle agenzie di spionaggio. Il Congresso dell'Associazione Psicologi Americani (APA) quest'anno comprende una serie di sessioni dal titolo "Etica e Interrogatori" dopo che è emerso che alcuni psicologi hanno svolto un ruolo fondamentale sviluppando tecniche d'interrogatorio “migliorate", con metodi considerati "crudeli ed inumani" dalle associazioni dei diritti dell'uomo. Metodi che comprendono la privazione del sonno, la violenza fisica, l'annegamento simulato, l'ipotermia indotta etc. Un rapporto stilato da due principali gruppi per i diritti umani "Human Rights First" e "Physicians for Human Rights", mostra che funzionari autorizzano o usano tecniche "potenziate" negli interrogatori, violando la legge degli Stati Uniti, anche se il presidente George W. Bush ha ufficialmente sancito l'uso questi metodi con un ordine esecutivo pubblicato il mese scorso. I membri dell' APA discuteranno argomenti come :"Che cosa stanno facendo gli psicologi nei centri di detenzione militari degli Stati Uniti", "Quali sono gli effetti psicologici della tortura e dell'abuso" e "quali dilemmi etici affrontano gli psicologi che lavorano nei centri di detenzione". L'ACLU, Unione Americana Libertà Civili, ha invitato l'associazione psicologica americana (APA), a proibire ai relativi membri di partecipare a quel genere di interrogatori. "Abbiamo trovato sconcertanti prove della partecipazione di medici psicologi allo sviluppo e l'esecuzione di procedure atte ad infliggere danno psicologico ai detenuti di Guantanamo e altre prigioni". Anthony Romero, direttore esecutivo dell'ACLU: "Speriamo che L'APA consideri la partecipazione degli psicologi ai crudeli e disumani interrogatori non solo immorale, ma illegale, e di sottoporre i membri dell'APA a responsabilità legale o ad un eventuale processo. Esortiamo con forza l'APA ad adottare una posizione più forte possibile e a promulgare una moratoria sulla partecipazione dei suoi membri al programma di interrogatori". (testo della lettera di A.Romero)

Il fatto che medici psicologi si riuniscano per stabilire se sia eticamente accettabile o meno partecipare ad un programma di torture è realmente sconcertante. Questi erano il genere di "dibattiti" che i medici tedeschi dei lager nazisti avevano durante il Terzo Reich. Medici che collaborano per "potenziare tecniche di tortura"... Il giuramento di Ippocrate e gli elettrodi, l'ipotermia, il water-boarding e il governo americano come sponsor. E'mostruoso.

AGGIORNAMENTO:
Il consiglio del' APA ha votato contro la proposta che vietava agli psicologi di assistere e partecipare agli interrogtori svolti a Guantanamo e in altre prigioni “nelle quali i detenuti sono privati dei loro diritti umani". Il gruppo ha approvato invece una risoluzione che riafferma l'opposizione della associazione alla tortura e limita i membri dal prendere parte ad interrogatori nei quali sono praticate una dozzina di tecniche specifiche, incluso la privazione del sonno e la nudità forzata. I trasgressori potrebbero essere espulsi dall'associazione e perdere la loro licenza. Gli oppositori del divieto proposto hanno giustificato la loro posizione affermando che la loro presenza garantirebbe maggiore sicurezza :"Se rimuoviamo gli psicologi da queste prigioni, la gente morirebbe" ha dichiarato il Col. Larry James dell'US Army, psicologo a Guantanamo. (balle!) Un rapporto del Dipartimento della Difesa reso publico solo recentemente ha rivelato che dal 2002, gli psichiatri e gli psicologi hanno aiutato i militari a sviluppare nuove tecniche per estorcere informazioni ai detenuti. Tra l'altro, psichiatri e gli psicologi sono accusati di aiutare i torturatori a sfruttare le paure dei prigionieri per aumentare i loro livello di stress e di fatto, molti stati coinvolti negli scandali sugli abusi e le torture nelle prigioni di Abu Ghraib e Guantanamo.

EUROPEI A RISCHIO SORVEGLIANZA AGENTI USA

Su The Observer di ieri c'è la notizia che la "Foreign Intelligence Surveillance Act" per le informazioni e sorveglianza degli stranieri è stata approvata da Congresso il mese scorso per aiutare la National Security Agency nella lotta contro il terrorismo. Ora è emerso che la legge da alle agenzie americane dei servizi di sicurezza i poteri di intercettare tutte le telefonate, il traffico internet, le emails fatte da cittadini Britannici attraverso le reti basate negli Stati Uniti. Ma, molte delle reti telecom e Internet nel mondo funzionano attraverso gli States, la nuova legge di fatto darà ai servizi di sicurezza una portata enorme sul controllo e l'intercettazione delle comunicazioni riservate dei Britannici, così come quelle di altri cittadini stranieri. "Solo perchè funzionano attraverso gli Stati uniti, pretendono di poter fare quel che vogliono" ha dichiarato Bunyan Tony, direttore di Statewatch, il gruppo che controlla lo stato e i diritti civili in Europa. “Che cosa sta accendendo, dobbiamo proteggere i diritti dei nostri cittadini". Il membro democratico liberale olandese del Parlamento Europeo (MEP) Sophie in 't Veld ha posto una serie di domande che richiedono le risposte dal Parlamento del Unione Europea. In una dichiarazione ai politici europei, Sophie in 't Veld segnala che la legge americana "si applica direttante ai cittadini dell'Unione Europea e costituisce un importante violazione della privacy e le libertà civili". Anche in America la legge ha provocato gran scalpore, come l'opposizione dei democratici Hillary Clinton e da Barack Obama. "C'è stata molta agitazione nel Congresso circa questa nuova legge per il timore che Bush la userà per ascoltare di nascosto i cittadini statunitensi". Tuttavia altri paesi sembrano ignorare le relative conseguenze. Sophie in 't Veld ha detto che “ può e sarà usata per le comunicazioni di cittadini Europei". Precisando che molte aziende e organizzazioni passano attraverso reti negli Stati Uniti e che la nuova legge darà agli US il potere di sorvegliare le loro comunicazioni. “Per esempio, io vorrei conoscere che specie di comunicazioni vanno verso le Nazioni Unite" ha detto in 't Veld. Questa legge permette di spiare cittadini senza un mandato. La preoccupazione sui poteri degli Stati Uniti di controllare i cittadini stranieri sta aumentando. I supervisori europei sulla privacy hanno espresso timore che alle autorità Statunitensi siano passate tutte le informazioni personali dei viaggiatori che entrano negli States, come gusti sessuali, credo religioso, ecc. e che siano immagazzinati nei loro database per 15 anni. L'ufficio del Commissario di Informazioni ieri ha dato credito alle preoccupazioni che il riserbo dei tanti passeggeri che viaggiano verso gli Stati Uniti ogni anno è a rischio a causa dei nuovi poteri. L'America sta diventando una minaccia alle stesse libertà civili e ai diritti umani, con cui esso veniva identificata. Le sue attività illegali sono parte essenziale del nuovo "modello unipolare" di ordine mondiale; un modello di autorità globale che permette a Washington di pattugliare il mondo secondo la sua discrezione.

venerdì 17 agosto 2007

Il significato delle parole: TERRORISMO

La definizione più comunemente accettata per “terrorismo" è : “l'uso illegale della forza o di violenza contro persone o proprietà per intimidire o costringere un governo, una popolazione civile, a realizzare obiettivi politici, sociali, economici". Notiamo che ciò che ci fa definire un atto come "di terrore" sia l'uso della parola "illegale". Se lo stesso atto di aggressione è giustificato da una base di legalità allora viene magicamente trasformato in un "operazione" e gli viene dato un nome. Es:. L'invasione di Panama fu chiamato "Operation Just Cause" e l'attuale invasione cominciò come "Operation Iraqi Freedom". A questo proposito c'è un sito web per generare questo genere di nomi. Basta scegliere il "tipo" e il "settore" dai due menu a discesa e si avrà istantaneamente un nome carino per "denominare" la tua operazione.

L'idea che gli Stati Uniti stiano valutando la possibilità di classificare La Guardia Rivoluzionaria Iraniana un "organizzazione terroristica", basata su alcune dubbie prove che l'organizzazione stia fornendo armi in particolare usate contro i veicoli militati statunitensi è piuttorto ridicolo se consideri la fonte. Qualunque sia la verità sulle attività degli iraniani, quando viene dal terrore, gli Stati Uniti non hanno rivali al mondo. Dall'ultime stime, piu' di un milione di persone sono morte in Iraq a causa dell'invasione statunitense, e nonostante il blackout virtuale dei media su tutto quanto il paese e l'auto-censura praticata dai media americani riguardo l'Iraq, è sempre piu' evidente che la maggioranza di queste morti sono state causate direttamente o indirettamente dalle forze Americane. Mentre leggiamo con orrore di attentati di combattenti Shiiti o Sunniti, che con le loro bombe uccidono, feriscono iracheni e americani, sentiamo a malapena qualche parola sulle uccisioni di civili iracheni da parte delle forze US, ed è chiaro che pur sommando tutti quegli attacchi così tanto pubblicizzati di Iracheni-contro-Iracheni, non arriviamo di certo ad un milione di morti. Allora, chi sta uccidendo il resto? Tantomeno si hanno le cifre sui tanti innocenti che muoiono in Afghanistan, dove il blackout di informazioni è ancora piu' forte che in Iraq. Ciò che è chiaro è che le tattiche Americane stanno causando un massacro infinito in entrambi paesi, un massacro che non è parte ma centro di una linea politica. E siamo onesti: non è una questione di "danni collaterali". E' una precisa politica del terrore. Quando un esercito uccide più civili che nemici, la morte di innocenti non può essere chiamata "danno collaterale". Sono le morti dei nemici ad essere un "danno collaterale". Gli innocenti sono il bersaglio, l'obiettivo. Prendiamo in esame uno delle armi usate dalle forze americane, il cosiddetto GBU-31. Marc Herold, un professore all'università del New Hampshire, che ha documentato la violenza in Afghanistan, ha esaminato l'uso di quest'arma , ci offre la descrizione e come funziona: "Lanciato da un aereo e sfrecciando verso il suo bersaglio a 300 miglia all'ora, la bomba usa piccoli meccanismi nelle sue alette per individuare con esattezza la sua trettoria basato su dati satellitari ricevuti da una piccola antenna ed inseriti in un computer. Appena prima dell'impatto, un piccolo dispositivo innesca una reazione chimica che ne raddoppia la sua portata. L'intelaiatura d'acciaio si frantuma, sparando avanti 1.000 libbre di frammenti bianco-caldi che viaggiano alle velocità di 6.000 piedi al secondo. L'esplosione genera un'onda d'urto esercitando migliaia di libbre di pressione per pollice quadrato (PSI). Per fare un paragone,un'onda d'urto di 12 PSI butta giù una persona; con 15 libbre PSI comincia la lesione; la pressione causata dall'esplosione di un dispositivo come il Mark-84 JDAM puo' sfondare polmoni, scoppiare cavità interne, lacerare arti, anche a decine di metri dal luogo dell'esplosione, secondo i medici. Quando colpisce, il JDAM genera una palla di fuoco di 8,500 gradi, scavando un cratere di 20 piedi spostando 10,000 libbre di detriti e rocce e genera abbastanza vento da buttare giù mura e lanciare frammenti di metallo a più di un miglia. La maggior parte di queste armi del terrore sono sganciate dai bombardieri B-1B. Un mese fa furono sganciati su un gruppo di afgani su di un mercato fuori la città di Baghran, uccidendo un imprecisato numero di civili, incluso bambini. I militari statunitensi descrissero questo bombardamento come un incursione "riuscita" su una riunione di capi talebani, dichiarando che non c'erano civili, ma i tanti uomini, donne, bambini feriti portati dopo l'attacco nei vari ospedali fecero scoprire la bugia. Oltretutto, data l'estensione del raggio d'azione di queste armi, è chiaro che non è da considerare un' arma di precisione, per bersagli precisi, se mai ce ne fossero. I rapporti stanno mostrando chiaramente che gli US stanno usando deliberatamente una strategia di terrore sia in Iraq che in Afganistan. Il documentato (e illegale) uso delle bombe al fosforo bianco, che spruzzano ampie aree con una sostanza che brucia per tutto il corpo umano fino alle ossa, usato nel devastante attacco della città di Fallujah nel 2004, l'uso diffuso dell'elicottero ad "armamento pesante" che inonda una zona grande come un campo di calcio di proiettili e armi a frammentazione, l'uso di bombe a grappolo ad azione ritardata e granate, l'uso di napalm, tutto parla di una politica di uccisioni indiscrimitate. La gente ha bisogno di svegliarsi su quello che parte del mondo già conosce. Gli Stati Uniti sono indiscutibilmente la nazione terrorista numero UNO nel mondo oggi.
Invece, l'amministrazione che sta parlando di dichiarare la Guardia Repubblicana Iraniana "terrorista" in questo momento è quella che sta sviluppando piani per un immotivato assalto all'Iran sganciando 30,000 libbre di bombe, ogni specie di armi anti-uomo possibili e forse perfino armi nucleari su obiettivi iraniani, molti di loro in zone popolate.
C'è una parola per questo genere di comportamento: Terrorismo.

La Guardia Rivoluzionaria sarebbe la prima forza armata di un Paese sovrano che viene inserita nella lista statunitense delle organizzazioni terroristiche. "Non è altro che un tentativo di ingannare ancora gli Americani in un altra guerra, questa volta con l'Iran", ha dichiarato Kucinich. "La belligerante gestione di Bush sta cercando di convincere il pubblico americano ad accettare l'idea che una guerra con l'Iran sia inevitabile".(The Nation)

giovedì 16 agosto 2007

TESTAMENTO LETALE DI BUSH: PIU' ESECUZIONI

Su alcuni quotidiani come l'Indipendent e il Guardian leggiamo che l'amministrazione Bush si sta organizzando per velocizzare le esecuzioni dei detenuti rinchiusi nelle braccia della morte degli Stati Uniti. Il procuratore generale degli Stati Uniti Alberto Gonzales, consulente legale di Bush quando era governatore del Texas, sta apportando gli ultimi ritocchi alle normative rendono effettivo una poco notata clausola del Patriot Act , che trasferisce al Dipartimento di Giustizia e non piu' alle Corti Federali il potere decisionale di vita o di morte. Gli Stati Uniti sono già fra i sei paesi principali in termini di esecuzioni capitali. L'anno scorso 52 americani sono stati messi a morte e migliaia attendono il loro destino sul braccio della morte. In molti casi, i condannati avrebbero molto meno tempo per fare appello e le Corti meno tempo per rispondere. E sulla domanda se gli imputati abbiano o meno avuto adeguata rappresentazione al processo, punto chiave in molti casi, specialmente nei stati del Sud, senza un sistema convenzionale di difensore pubblico, il Procuratore generale sarà l'unico a decidere. Attualmente sono circa 3.350 i detenuti rinchiusi nel braccio della morte negli Stati Uniti che è l'unica democrazia industrializzata che ancora effettua la pena di morte. Elisabeth Semel, dell'Università di Berkeley in California ha detto: L' inevitabile risultato di velocizzare è di perdere gravi errori giudiziari commessi. Gli avvocati non ne parleranno. Le Corti non li vedranno. Fino ad oggi, 123 prigionieri condannati a morte sono risultati non colpevoli e liberati. Gli attivisti e gli avvocati hanno sollevato i seri dubbi su centinaia di altri casi. Queste nuove procedure rimuoverebbero quella rete di sicurezza cruciale per i prigionieri che ritengono essere stati condannati scorrettamente. Abbreviare i processi d'appello e di fatto velocizzare le esecuzioni, accrescerebbe la preoccupazione sollevata dal test di DNA che negli ultimi anni è riuscito a stabilire l'innocenza di piu' di una dozzina di condannati alla pena di morte. E che ha indotto stati come l'Illinois a fermare a tutte le sue esecuzioni e in molti altri Stati richiederne le revisioni. In questi ultimi due anni, sono stati sollevati dobbi circa il metodo di esecuzione, morte per iniezione letale, perchè la ricerca medica ha suggerito che i prigionieri muoiano dopo una tremenda agonia. Uno dei cocktails di droga solitamente somministrato, il pancuronium bromide, paralizza il corpo mascherando ogni dolore senza necessariamente alleviarlo, violando così la costituzione che vieta la punizione crudele ed inutile.
Erik Ablin, portavoce del reparto di giustizia, ha detto che dopo consultazione pubblica (23 settembre), le nuove regole saranno promulgate rapidamente. Il Sig. Bush è stato sempre un fautore della pena di morte. I 152 prigionieri che lui ha mandato a morte nei suoi otto anni come governatore del Texas hanno segnato un record mai raggiunto da altri.
Ma questo non deve preoccuparci. Con una dichiarazione ufficiale, quel sant'uomo di Bush ha istituito la "Giornata Nazionale della Santità della Vita Umana" che aiuta a promuovere una cultura della vita e rafforza il nostro impegno a sviluppare una societa' compassionevole che rispetta il valore di ogni essere umano". "Tra i più fondamentali doveri del Governo c'è quello di difendere il diritto inalienabile alla vita, e la mia amministrazione è impegnata a proteggere i membri più vulnerabili della nostra societá". (testo)
...

lunedì 13 agosto 2007

USA: POLITICA DI GENOCIDIO.

Hanno pensato che l'Iraq fosse stata un passeggiata. Dopo tutto, da anni, il loro esercito li stava privando delle potenziali reclute nella eventualità di un attacco: Mezzo milione di bambini iracheni sono stati uccisi in conseguenza delle sanzioni applicate durante i 13 anni precedenti all'invasione del 2003. Quasi tre volte il numero di giapponesi uccisi durante gli attacchi atomici della bomba degli Stati Uniti. -MISSIONE COMPIUTA- Le sanzioni imposte all'Iraq nel periodo che segue la prima Guerra del Golfo, sotto gli occhi vigili del Pentagono, monitoravano la degradazione del rifornimento idrico dell'Iraq. Il documento prendeva in esame le fonti e la qualità dell'approvvigionamento di acqua dell'Iraq: "I fiumi dell' Iraq contengono materiali biologici, sostanze inquinanti e sono caricati con batteri quali Escherichia Coli, Shigella e le salmonelle . A meno che l'acqua sia purificata con cloro, sono probabili scoppi di diarrea acuta e probabili epidemie di malattie come il colera, epatite, e febbre tifoidea che interesserebbero soprattutto i bambini". E così l'importazione del cloro fu "sequestrata" dalle sanzioni. E nel Sud, 80 per cento delle morti furono bambini (con l'eccezione di Al Amarah, con il 60 per cento). Come fu sottolineato da Cynthia McKinney, uno dei pochi membri congressuali rispettabili e coraggiosi:"Attaccare il rifornimento di acqua potabile pubblico iracheno designando i civili come bersaglio ed è una violazione della convenzione di Ginevra e delle leggi fondamentali delle nazioni civilizzate". E dire che, il quel periodo, si diceva che il mondo civilizzato stava combattendo i terroristi "incivili". Ed è in quel momento che il sig. Dick Cheney bisbigliò all'orecchio del sig. Bush di attaccare l'Iraq, sicuro che con i tanti bambini che aveva sepolto, i genitori troppo deboli dal dolore e la malattia, avrebbero ceduto rapidamente. Si assicurò pure che l'America seguisse l' inganno. Prima dell'invasione, Cheney si confrontò con un rapporto dello IAEA che sollevava dubbi sulle sue accuse circa le presunte "Armi di distruzione di massa" dell'Iraq e allora dichiarò: “Sappiamo che hanno tentato di acquistare armi nucleari. E crediamo che, di fatto, siano in possesso di quel genere di armi". "Penso che il sig. ElBaradei si sbagli".
Oltre 1 milione Iracheni morti, e con la KBR/Halliburton, fu Cheney ad essere il principale beneficiario del grande furto. Ma ora ha messo gli occhi sull'Iran. Il demone dell'ingordigia non sembra mai averne abbastanza, a quanto pare.
Nel novembre 2006, l'ufficio dell'Ispettore Generale speciale per la ricostruzione dell'Iraq ha segnalato che in 2004, la KBR, una filiale dell'azienda di Dick Cheney, la Halliburton, "aveva perso" più di 14.000 armi destinate per il governo iracheno. Tuttavia, il Pentagono immediatamente scova una vecchia clausola e interrompe la verifica. Il 6 agosto 2007, Washington Post ha segnalato che ci erano in effetti 190.000 armi che mancano, mentre si sono riferiti ai 14.000 precedentemente segnalati, non hanno fatto menzione della verifica alla KBR/Halliburton di Dick Cheney. Secondo Rachel Stohl, un analista senior al centro per informazioni di difesa, “realmente non hanno idea dove siano, ed è probabile che gli Stati Uniti stanno fornendo involontariamente le armi ai rivoltosi". Intanto l'azienda del sig. Cheney viene pagata comunque, nonostante la corruzione, il furto e la cattiva gestione. Americani e Iracheni vengono ammazzati ed è l'Iran ad essere ritenuta responsabile di armare i miliziani Shiiti. Una situazione vantaggiosa per il sig. Dick Cheney con i suoi pruriti di guerra e la sua vecchia compagnia. Nonostante Al-Maliki sostienga che l'Iran è una forza positiva nell'Iraq, e Dan McNeill, il comandante NATO nell'Afghanistan, dichiari: “Quello che abbiamo trovato finora non è stato militarmente significativo sul campo di battaglia", e che "le fonti più probabili per le armi sono trafficanti di droga e commercianti del mercato nero". Il sig. Bush si inchina al solito Dio-Cheney e continua ad affermare che l'Iran sta armando i rivoltosi che stanno uccidendo i soldati americani. Ma l'America avrebbe i soldati per un'altra guerra illegale ed immorale? Ma si. L'esercito già sta raggiungendo i suoi obiettivi offrendo più grandi incentivi economici e permettendo anche a coloro che “normalmente" non sarebbero stati idonei di arruolararsi: Quelli senza diploma, quelli con precedenti penali e coloro che erano già stati scartati per problemi fisici. Inoltre, giorni fa il generale Douglas, consigliere di guerra del sig. Bush, ha affermato che “la leva andrebbe riinserita". Carne fresca pronta per la Halliburton e le altre Crociate. E non è la prima volta che il servizio di leva è stata considerata seriamente; nel dicembre 2006, il Pentagono aveva annunciato che stava progettando il riinserimento della leva obbligatoria, poi, per alleviare i timori dei genitori dei 18enni, annuncio' che non l'avrebbe fatto fino al 2009. Dick Cheney non attenderà fino al 2009. Oggi, con la vecchia azienda Halliburton al sicuro a Doubai che evita le tasse e le accuse penali, è desideroso di spingere per un attacco militare sull'Iran. I profitti farebbero somigliare l'Iraq ad un gioco da ragazzi, come il numero di morti.
Non possiamo aiutare ma chiederci quanti tra noi, cittadini del mondo, non solo americani, possono esimersi dai crimini dei loro governanti rammentando che il silenzio e l'inattività sono ancora le armi più potenti.

E' di oggi l'articolo del Guardian di un affare di oltre 105 mila fucili che l'America ha mantenuto nell'oscurità. E' emerso che gli investigatori italiani dell'antimafia avevano scoperto una spedizione di 105.000 fucili di produzione russa. E' accaduto a Fiumicino, mentre controllavano il bagaglio di un viaggiatore cercando droga, hanno trovato un catalogo di armi, indizio di qualcosa più grande. L'operazione "Parabellum", condotta da Dario Razzi, procuratore antimafia, comincia nel 2005 come ricerca di routine nell'ambito del traffico di droga nel crimine organizzato. Anziché le droghe previste hanno scoperto, intercettando emails e telefonate, soci iracheni e italiani che trattavano un enorme transazione di mercato nero di armi automatiche. Una ditta di commercio Iracheno in un email di fine novembre inviata al sig. Massimo Bettinotti titolare della Mir, parla di una fornitura di 100.000 fucili di assalto AK-47 e 10.000 mitragliatrici "al Ministero dell'Interno iracheno", aggiungendo che questo affare "era approvato dall'America e dall'Iraq". Il portavoce degli Stati Uniti a Bagdad lo ha negato. L'affare da $40 milioni era in via di realizzazione, quando le autorità italiane sono intervenute facendo gli arresti. Ma le domande chiave rimangono ancora senza risposta.

sabato 11 agosto 2007

USA: PROJECT HOSTILE INTENT Tecnologia per esplorare emozioni e comportamento

Il dipartimento della Homeland Security degli Stati Uniti ha lanciato un programma chiamato Project Hostile Intent (PHI) che mira a sviluppare entro il 2010 una tecnologia capace di esplorare segretamente e a distanza il comportamento e le emozioni dei cittadini americani. (The Guardian)
L' "American Psychological Association" dichiara che "Project Hostile Intent (PHI)" mira a rilevare manifestazioni del comportamento che indicano l'intenzione dell'individuo di effettuare gli atti di terrorismo". La testimonianza continua: "Le indicazioni esaminate nel PHI possono essere valutati a distanza ed in tempo reale e le procedure e le tecnologie richieste raccogliere queste indicazioni non sono invasive e adatti ad essere integrati dovunque. In altre parole, la tecnologia sarà disposta segretamente in pubblico e funzionari del Diparimento della Homeland Security saranno in grado di accedergli a distanza ed applicare il relativo uso a chiunque nella zona. Saranno registrate frequenze cardiache, la traspirazione e tutte quelle micro-espressioni facciali che rivelerebbero la condizione mentale e perfino le intenzioni future. Il dipartimento inoltre ha dichiarato che desidera sviluppare un rivelatore tipo prova di bugia che può essere usato anch'esso a distanza, un vantaggio perché non interferirebbe con il flusso di una folla e in totale segretezza. L'uso di questa tecnologia per la prevenzione di crimine ed il controllo sociale ci ricorda molto Minority Report di Phillip K Dick da cui il film con Tom Cruise. Ve lo ricordate?
È questo il genere di società che alla quale ci dovremo abituare?
Ancora una volta qualcuno dirà: "Se non hai nulla da nascondere.. se questo è per la mia sicurezza va bene". L'amministrazione Bush nel suo delirio di onnipotenza sta perfezionando ogni programma di sorveglianza e controllo sociale trasformando il paese in un grande Panopticon.
A me tutto questo mette i brividi.

mercoledì 8 agosto 2007

Il Curriculum Vitae di Don Gelmini, scarsamente diffuso (per modestia)

Negli ultimi giorni non facciamo altro che leggere articoli su Don Gelmini, il carismatico sacerdote antidroga, il mitico «don Pierino», guru di tanti uomini politici, fondatore della Comunità Incontro, che compare spesso in televisione a discutere dei valori che una volta c’erano e che ora non ci sono più e bla, bla, bla.
Abbiamo letto della solidarietà dei politici, della festa del 15 agosto, degli attestati di solidarietà da tutto il mondo, New York, Thailandia, Brasile. Di lui che dichiara: «Mi ha fatto molto piacere anche la telefonata del presidente Berlusconi, mi ha detto “ti sono vicino, conta su di me. Qualsiasi cosa.. Sai, io sono un antesignano delle denunce”». E poi, su chi lo accusa: «E' un complotto, quegli sbandati usciti dal carcere e lì sono tornati» «Quando sono stati sorpresi a rubare e allontanati, giurarono vendetta. Ci hanno anche ricattato per non montare uno scandalo» «I punti di riferimento nella mia vita, don Orione e Padre Pio». Ma soprattutto, abbiamo letto dei trascorsi non "esattamente idilliaci" degli accusatori: «Fango contro don Gelmini, un paio erano qui ai domiciliari e sono pure tornati in carcere; proprio gli accusatori sono un po' il lato oscuro di questa indagine» e poi, molto più in grande: si dice vittima della lobby ebraico-radical-chic, facendo emergere il pregiudizio anti-ebraico tanto caro all'estrema destra europea. Poi chiede scusa, non intendeva dire questo e bla,bla. Il don Pierino e le sue frasi infelici, il superprete della destra italiana, il cappellano dell'Italietta più gretta e ignorante, quella che chiede "ordine e moralità" mentre annaspa tra scandali a base di sesso e cocaina. Ma, del don Pierino con la Jaguar in giardino, quello inquisito per truffa, diffidato dalla curia, denunciato per appropriazione indebita in Vietnam, che sconta quattro anni di carcere dove spesso viene isolato dagli altri detenuti per evitare promiscuità, dove se ne è parlato? Solo Francesco Grignetti ieri su La Stampa ha ricostruito il "curriculum vitae" di Pierino. E allora, parliamone dunque di questi passati non esattamente idilliaci!! Azz, che facce toste!
Di una cosa siamo certi:
Nella Casa delle Libertà se non sei un pregiudicato non ti vogliono.

martedì 7 agosto 2007

Nascita del "COMITATO ITALIANO PER LA GIUSTIZIA DEI CINQUE"

Si è costituito il “Comitato Italiano per la giustizia dei Cinque” per lanciare un ulteriore appello indirizzato alla società civile, alle associazioni democratiche e culturali, ai movimenti politici e ai nostri parlamentari in difesa dei diritti dei cinque agenti cubani e dell’ordinamento giuridico internazionale. Componenti :
Heidi Giuliani, Franca Rame, Manuela Palermi, Luciano Vasapollo, Fabio Marcelli, Luca Baiada, Sabina Siniscalchi, Iacopo Venier, Luciano Pettinari, José Luiz Del Roio, José Luis Tagliaferri, Franco Forconi. Coordinatore : Franco Forconi.

L’incarcerazione dei cinque agenti cubani, detenuti oramai da quasi nove anni nelle carceri statunitensi, rappresenta per molti versi una lesione dei principi internazionalmente riconosciuti dello Stato di diritto.
Una conferenza-stampa sarà tenuta entro settembre per informare sugli sviluppi della situazione e le attività del comitato.

Cinque cubani sono rinchiusi nelle prigioni statunitensi, separati l’uno dall’altro in vari Stati degli U.S. Questi cinque cubani non hanno commesso nulla contro gli Stati Uniti, non hanno violato segreti militari. Semplicemente si infiltrarono nella comunità degli “esiliati” di Miami per scoprire l’organizzazione di atti di terrorismo contro la nazione nella quale sono nati e informavano il loro paese sulle azioni terroristiche preparate dalla Florida. I loro crimini sono questi. Non hanno mai partecipato ad atti terroristici, anzi, al contrario, hanno impedito che si effettuassero almeno 170 azioni di questo genere contro la loro patria. Il governo degli Stati Uniti ha incarcerato gli uomini che stavano operando per salvare vite cubane e nordamericane dalle azioni delle organizzazioni terroriste presenti a Miami.
Da 40 anni Washington tollera l’esistenza di una rete terrorista a Miami, formata da cubano-americani di estrema destra. Si tratta di gruppi terroristici nemici di Cuba, che operano impunemente con decine di attentati con bombe e molteplici omicidi a Miami, in altre città degli USA e all’Avana. Hanno causato la morte di almeno 3500 cubani in una guerra sconosciuta alla maggioranza dei nordamericani che vivono fuori dalla Florida. Dopo decenni di proteste presso il governo degli Stati Uniti senza ottenere risultati, Cuba inviava un gruppo di uomini a Miami per osservare, vigilare e informare sui piani della rete terrorista; il loro obiettivo era proteggere le vite di innocenti a Cuba e negli stessi Stati Uniti. Gli uomini che ora sono conosciuti come i" Cinque Cubani", scoprirono dei piani dei terroristici e le consegnarono al FBI. Ma invece di arrestare i terroristi, l'FBI il 12 settembre del 1998 i Cinque Cubani che avevano dato le informazioni: Fernando González, René González, Antonio Guerrero, Gerardo Hernández e Ramón Labañino. In carcere i cinque furono tenuti in totale isolamento per 17 mesi senza vedersi tra di loro e senza vedere altri prigionieri, non riuscendo nemmeno a mantenere una relazione costante con i loro avvocati per preparare la propria difesa con le garanzie necessarie e minime per il processo. Va sottolineata una cosa importante: L'amministrazione statunitense era stata avvertita dal governo cubano circa le azioni di antiterrorismo svolte dai Cinque Cubani che furono messe a disposizione dell'FBI, agli US fu richiesta collaborazione, obbligo peraltro sancito dal diritto internazionale vigente. Sin dal primo istante era già chiaro che si trattava di un’operazione di carattere politico–repressivo, con false accuse, una infamante campagna di stampa denigratoria presentando i cinque come pericolosi nemici della società. Agli arrestati è stato negato il diritto di un processo imparziale, la giuria è stata intimidita e i testimoni minacciati da parte dell’accusa. Sono stati accusati del delitto di non aver registrato la loro presenza come agenti stranieri e per varie accuse di cospirazione e solo dopo otto mesi si conobbe la più falsa e assurda: “cospirazione per assassinio”. In tribunale vennero dimostrate diverse violazioni nei procedimenti che viziavano un processo illegittimo e nullo sin dalla sua origine. Gli avvocati difensori non ebbero accesso alla totalità delle “evidenze” che portava l’accusa, che vennero amministrate esclusivamente dal Pubblico Ministero, che in diverse occasioni, nonostante le forti proteste, presentò improvvisamente centinaia di pagine di “nuove prove” o impedì l’esame completo delle documentazioni. Dopo un processo di sette mesi, la giuria di Miami li ha considerati colpevoli di tutte le accuse senza fare una sola domanda per chiarire la causa in tribunale, durante le deliberazioni. Il rapido verdetto non è stato il risultato di un’accurata analisi dei fatti presentati ma la conseguenza di un processo realizzato a Miami, la sola città degli Stati Uniti profondamente satura di pregiudizi e sentimenti vendicativi contro Cuba. I Cinque Cubani sono stati condannati collettivamente a quattro ergastoli e 75 anni di carcere.
Giorni fa il New York Times ha segnalato il caso dei Cinque Antiterroristi cubani ingiustamente reclusi negli Stati uniti e condannati a pene abnormi con un torbido processo che si svolse a Miami, risaltando il prestigio di cui godono i Cinque patrioti a Cuba, dove sono stati riconosciuti Eroi della Repubblica. Poi James C. McKinley Jr. scrive della recente liberazione del terrorista internazionale Luis Posada Carriles, il Bin Laden delle Americhe, e come ciò evidenzi la falsità, la doppia morale antiterrorista di Washington. Carriles è stato messo in libertà dietro cauzione ($250.000) da un tribunale degli Stati Uniti. Organizzatore spietato di squadroni della morte, torturatore e assassino, abbattitore di aerei civili, bombarolo impenitente, organizzatore dell'attentato a Castro a Panama nel 2000 e assassino reo confesso del cittadino italiano Fabio Di Celmo, Posada Carriles è uno dei peggiori terroristi del XX secolo.
Ma a quanto pare le bombe sugli aerei non sono tutte uguali.

L'avvocato Leonard Weinglass ha spiegato che per l’udienza preliminare del prossimo 20 agosto ad Atlanta si preparano tre nuovi temi per l'appello, a beneficio dei patrioti cubani. Si spera che grazie all’articolo e alla riproduzione di altri quotidiani, per la prima volta milioni di persone in territorio nordamericano e altrove conosceranno nei dettagli le cause di queste ingiuste reclusioni dei Cinque antiterroristi cubani. Il Governo nordamericano ha sempre contato su questo, che la gente non sappia, per poter continuare con la sua arbitrarietà.
Petizione (pdf)
Sito(in inglese)
download documenti
Filmato sui 5 :La verità di fronte al mondo


lunedì 6 agosto 2007

STATI UNITI D'AMERICA

E' di ieri la notizia che la Camera dei Rappresentanti del Congresso americano ha approvato una nuova legge antiterrorismo con 227 voti a favore e 183 contrari. La legge, fortemente voluta dalla Casa Bianca, amplia i poteri di intercettazione in indagini riguardanti al lotta al terrorismo. Nel pacchetto di misure previste dalla nuova legge antiterrorismo sono comprese restrizioni significative per quanto riguarda i visti d'ingresso sul territorio americano da qaulunque paese, a cominciare da quelli turistici. Più restrittive anche le norme riguardanti i controlli sulle merci nei porti, negli aeroporti e alle dogane commerciali. Il nuovo testo di legge autorizza il governo americano a intercettare, senza preventiva richiesta a un un giudice, ogni chiamata telefonica con o dall'estero, per un periodo di sei mesi, e ogni conversazione che 'transiti' sul territorio americano, ritenuta dagli investigatori "interessante" ai fini investigativi. Rappresenta di fatto una vittoria per il presidente George W. Bush. Ascoltando questa notizia non posso fare a meno di ricordare alcune cose di un paio di settimane fa.
Alla radio Thom Hartmann ha cominciato il suo programma leggendo il nuovo ordine esecutivo del 17 luglio, quello che permette alla Casa Bianca di arrestare e sequestrare i beni di chiunque interferisca con le relative politiche di Iraq, per chiunque «rappresenti una minaccia per la stabilizzazione dell’Iraq» o, più implicitamente, significa l’arresto di avversari della politica estera di Bush. Poi ha introdotto Paul Craig Roberts, viceministro sotto Reagan che comincia col dire:«A meno che il congresso non metta immediatamente sotto accusa Bush e Cheney di qui a un anno gli USA potranno essere uno Stato poliziesco dittatoriale in guerra contro l’Iran». «La gestione Bush», ha detto testualmente Roberts, «ha disperatamente bisogno di avvenimenti drammatici per spaventare gli americani e accettare lo Stato militare e di polizia di cui Bush e Cheney vanno tessendo le maglie.. La Casa Bianca ha messo sul posto tutte le misure necessarie per instaurare lo stato d’emergenza e trasformare il governo in una dittatura sotto forma di decreti presidenziali che andranno in vigore ogni volta che Bush giudicherà necessario instaurare lo stato di emergenza nazionale». Quando Bush esercita questa autorità [sotto il nuovo ordine esecutivo], non c'è controllo su di lui. Roberts aggiunge: «Gli americani non sanno il pericolo che corrono; stanno preparando un altro evento come il 9/11 o una serie di eventi». Ma non è il solo, ultimamente molti personaggi di rilievo stanno ripetendo lo stesso allarme da giorni. L'ex sen. repubblicano Rick Santorum ospite del programma radiofonico Hugh Hewitt Show ha dichiarato: "Da qui a novembre accadranno tante cose e credo che l'anno prossimo di questi tempi il pubblico americano avrà un diverso punto di vista di questa guerra, e sarà perchè, io penso che alcuni eventi sfavorevoli daranno agli Americani un parere molto differente di questa guerra". Santorum ha dichiarato chiaramente che gli attacchi di terrore avverranno all'interno del territorio Americano e ciò condurrà ad un'inversione del sentimento pacifista che ora domina il paese. Doug Delaney teneva una lezione su quanto guerre d'oggi abbiano bisogno dell'appoggio dell'opinione pubblica e in conclusione: «Essenziale per rafforzare la volontà occidentale è un altro attacco terroristico come l'11 settembre o l'attentato al metrò di Londra due anni fa. Se non accade nulla, diventa ancora più difficile dire che questa guerra è necessaria»(link). Poi è stata la volta del ministro della Homeland Security, M. Chertoff, ha predetto attacchi terroristici dichiarando al Chicago Tribune di avere delle "forti sensazioni di pancia"(gut feeling) e di temere gravi attentati per l'estate. Certo, sono le sensazioni intestinali del capo della sicurezza degli Stati Uniti d'America..

Il Regime Bush ha ucciso decine di migliaia di persone in Iraq ed Afghanistan, principalmente donne e bambini. Una vittima altrettanto importante dell'amministrazione Bush è la verità. Tutto quel che è stato detto era una bugia. La "guerra al terrore" del regime Bush ha sconfitto la verità e le tutele istituzionali della libertà negli Stati Uniti. Due guerre e due occupazioni, sequestri di persona, spionaggio su tutte le e-mail, intercettazioni, incarcerazioni arbitrarie, diritto a torturare i sospetti. Secondo un rapporto redatto giovedì da due organizzazioni non governative Human Right First e Physicians for Humanr Rights le tecniche usate negli interrogatori ai quali la CIA sottopone i presunti terroristi, possono provocare a questi danni mentali di lunga durata, e costituiscono pratiche illegali negli USA. Gli investigatori hanno analizzato le tecniche della CIA, che comprendono la deprivazione sensoriale e del sonno, l’esposizione dei prigionieri ad un eccessivo calore o un eccessivo freddo per periodi prolungati, la collocazione dei prigionieri in posizioni molto scomode e la simulazione dell’annegamento dell’interrogato mediante una tecnica conosciuta come ‘waterboarding’ (video). David Cole, prof. della Gorgetown University di Washington :«Una volta, la condanna del funzionario degli Stati Uniti della tortura era una dichiarazione del principio morale. Oggi, è un'occasione per farne un inganno». Il tanto atteso ordine esecutivo che avrebbe dovuto vietare l'uso della tortura durante gli interrogatori dei presunti terroristi presentato da Bush il 20 luglio è pieno di "scappatoie".
Ecco, adesso sono io ad avere io una forte sensazione di pancia o, come dicono loro: "I've got feeling..."


sabato 4 agosto 2007

USA: PENTAGONO INVIA A COMBATTERE ANCHE I MALATI DI MENTE

Sotto la pressione della mancanza di combattenti, l’esercito ha mantenuto nelle sue file soldati con problemi mentali. Oltre ai suicidi, gli esperti segnalano che la mancanza di assistenza medica potrebbe generare violenza tra le file militari e provocare incidenti nel campo di battaglia. Il ministero della Difesa USA ha ammesso che raramente i militari in partenza vengono sottoposti a test psichiatrici ma non sembra disposto a fare nulla per impedire che almeno i soggetti con una storia di disagio mentale vengano arruolati. Solo l’uno per cento viene rispedito in patria al manifestarsi di comportamenti anomali e violenti. Intanto, le statistiche dimostrano che il numero dei suicidi tra i soldati di stanza in Iraq ed Afghanistan ha raggiunto di nuovo livelli di guardia. Nel 2005, Jeffrey Henthorn, venticinquenne originario di Choctaw, in Oklahoma, si è sparato alla testa morendo sul colpo. Il soldato aveva ricevuto un nuovo ordine per ritornare in Iraq, i suoi superiori erano a conoscenza che Henthorn aveva dato segni di instabilità emotiva già durante l’adolescenza giungendo fino a recidersi le vene dei polsi e nonostante ciò era stato regolarmente arruolato nei ranghi della Guardia Nazionale. Al soldato Eddie Brabazon Pennsylvania, erano state diagnosticate gravi turbe mentali già a 10 anni . Era affetto da disordine bipolare e deficit d'attenzione condizione che l'aveva portato a trascorrere negli ospedali psichiatrici buona parte dell’adolescenza ma non gli aveva impedito di essere arruolato e mandato a combattere in Iraq. Il 9 marzo 2004, Edward W. Brabazon si è sparato in testa con il suo fucile M-4.Queste morti costituiscono solamente due esempi del fallimento dell’esercito statunitense nello scoprire e trattare lo stato mentale dei suoi soldati. The Hartford Courant ha pubblicato una serie sulla salute mentale ed i suicidi fra i membri di servizio militare schierati in Iraq. L’indagine di The Courant ha dato i seguenti risultati: Nonostante l’ordine del Congresso federale di esaminare tutti i soldati, solo 1 uniformato su 300 è stato consultato da un professionista della salute mentale. La ricerca di Courant ha trovato che alcune truppe con i problemi di salute mentali sono curate con gli antideprimente o i farmaci di anti-ansia ma non è fornita del consiglio o del controllo medico.La colonnello Elizabeth Ritchie, la più importante specialista in salute mentale dell’esercito, ha ammesso che inviare combattenti ai quali è stato diagnosticato stress traumatico, è dovuto alla scarsità di soldati. "La sfida per noi è che l'esercito ha una missione da combattere. E com'è noto, reclutare è stato una sfida". E aggiunge: “Così abbiamo dovuto mettere sul piatto della bilancia le necessità dell’esercito, le esigenze della missione e le necessità dei soldati”. Alcuni dei soldati che hanno sviluppato disordini relazionati con lo stress dopo aver servito in Iraq, sono stati rimandati a combattere in zone di conflitto, aumentando il rischio di contrarre una malattia mentale. Questi problemi hanno aumentato il numero di suicidi tra i soldati che servono nel paese arabo, con 22 casi nel 2005. La campagna organizzata dal ministero della Difesa per rimpolpare i ranghi dell’esercito è stata una fallimento e vengono spediti al fronte anche soggetti particolarmente vulnerabili; è una pratica corrente riciclare i soldati con i disturbi mentali nuovamente dentro il combattimento. Ad Agosto scorso il sergente Bryce Syverson, di Richmond (Virginia), si trovava in uno stato mentale talmente terribile che i medici del Walter Reed Army Medical Center non gli permettevano di utilizzare calzini nè cinghie ai pantaloni tantomeno un'arma. Syverson, di 27 anni, è stato ricoverato in un’unità psichiatrica dopo aver passato 15 mesi in un carro armato Bradley. Ora i medici si sono ricreduti e Syverson, che pure continua a fare discorsi strani ed ha perso completamente il senso dell’orientamento è stato rispedito in Iraq. In una lettera recente ai suoi genitori, Syverson ha scritto. “Mi sento quasi morto, qui in una tiepida sera e tutto a causa dei medicinali che sto prendendo. Sento la mia testa in procinto di scoppiare, come se il sangue mi si rimescolasse dentro; mi provoca confusione, vedo tutto confuso e ho la nausea. Non è il migliore sentimento possibile dopo appena due giorni che sono arrivato qui”.
“Mi preoccupano questo tipo di casi”, sottolinea il dottor Arthur S. Blank Jr., psichiatra formatosi nell’università di Yale e che tratta pazienti con disordine post-traumatico di guerra. “Non si può mandare alla guerra qualcuno che sta prendendo medicinali antidepressivi o psichiatrici”.

giovedì 2 agosto 2007

USA:PAGHE RIDOTTE AGLI OBESI


Negli Stati Uniti alcune aziende hanno ridotto lo stipendio ai propri dipendenti obesi perché costano troppo. Il costo delle spese sanitari (assicurazioni e visite mediche) sta diventando insostenibile quando i dipendenti assicurati sono fumatori od obesi, una condizione che li espone alle malattie cardiocircolatorie e al diabete. Nello stato dell'Indiana ad esempio, un'impresa alleggerirà lo stipendio di 30 dollari ogni due settimane a chi supera determinati parametri di peso e colesterolo. E per chi fuma, un'azienda che produce fertilizzanti, la Scotts, ha cominciato a licenziare i dipendenti che in base ai test hanno nicotina nel sangue. Anche la Weyco nel Michigan, sottopone i lavoratoti periodicamente al test per scoprire tracce di nicotina. Se si rifiutano di farlo, il loro contributo all'acquisto della polizza sanitaria sale di 65 dollari al mese. Nell'Indiana la Clarian ha deciso che, dal 2009, ai dipendenti che non rientreranno entro certi parametri peso, colesterolo pressione del sangue, verranno decurtati di 30 dollari ogni due settimane. Non tutte usano metodi duri, per ora sono casi isolati. Alcune aziende hanno cercato d'incentivare i comportamenti salutari, come palestre gratis negli uffici, più verdura e frutta nelle mense aziendali, buste paghe “più pesanti”per chi dimostra di impegnarsi nei programma di dimagrimento o chi accetta di sottoporsi periodicamente alle analisi cliniche. Le aziende dalla linea dura sono ancora in minoranza convinte che la rapida crescita delle spese sanitarie spingerà presto molti altri datori di lavoro a fare scelte analoghe. Si arriverà dunque a discriminare anche gli obesi, i fumatori e anche chi è fisicamente più vulnerabile e soggetto alle malattie. Questo è un altro esempio di democrazia dalla grande America!
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E pensa che la diffusione del fast food ha reso l'America il paese col tasso di obesità piu' alto del mondo. Prima li fanno ingozzare e poi li discriminano..
Uno studio realizzato dei due ricercatori della Johns Hopkins University pubblicato nell'ultimo numero dell importante periodico Epidemiologic Reviews due terzi degli americani sono in sovrappeso, mentre oltre il 30 per cento rientra nella categoria degli obesi. La progressione è inarrestabile e i dati sono i costante e rapida crescita. Se il comportamento alimentare degli americani non cambierà drasticamente (e i segnali non sono per niente incoraggianti), nel 2015 tre adulti su quattro, ovvero il 75% della popolazione, saranno obesi o comunque sovrappeso. Per bambini e adolescenti la percentuale passerà dall'attuale 16 al 24%. Per alcune minoranze le statistiche fanno un effetto ancora più sbalorditivo. Così ad esempio può sembrare perfino inverosimile il dato che riguarda le donne nere di età superiore ai 40 anni: l'80% sono sovrappeso, il 50% obese. Se questa percentuale dovesse crescere nei prossimi otto anni allo stesso ritmo delle altre, c'è da domandarsi quante donne nere americane non saranno obese nel 2015. Le cause di questa inarrestabile escalation sono attribuibili ai fast food: Così colorati e puliti, dove per pochi spiccioli è possibile avere il conforto di un pasto caldo e gustoso,di una bibita fresca e magari di un parco giochi dove far divertire i bambini. In America a frequentare i fast-food non è, come avviene in Europa, la classe media, ma il ceto operaio. Per i lavoratori più poveri, infatti, è molto più conveniente mangiare tutte le sere da McDonald's piuttosto che fare la spesa al supermercato e cucinare a casa. I ristoranti, inoltre, sono accoglienti e puliti, un vero paradiso per i bambini. E sono proprio su di loro, soprattutto su chi ha meno di 12 anni che puntano le multinazionali del junk food investendo milioni di dollari in campagne pubblicitarie. McDonald's gestisce più di 8.000 parchi giochi nei suoi 28.000 ristoranti. In America le grandi catene fast food sono arrivate al punto di farsi pubblicità persino dentro le scuole, il 30 per cento delle quali, del resto, offre "cibo veloce" nelle sue mense. In America circa il 37% dei bambini è troppo grasso e due adulti su tre sono obesi. E aumento dell’obesità infantile e marketing del “cibo spazzatura” sono legati a filo doppio, come confermano gli studi più autorevoli.

Perché gli americani sono così grassi? Morgan Spurlock ha cercato di dare una risposta
nel suo film "Supersize Me!", vincitore del Sundance Film Festival 2004 come migliore regia e nomination all’Oscar 2005 come miglior documentario:


Il documentario ci mostra gli effetti di una dieta esclusivamente a base di fast food cibandosi unicamente da McDonald's tre volte al giorno per un mese intero, mettendo a repentaglio la propria salute e intervistando esperti in venti città degli Stati Uniti. Lasciando da parte le prevedibili gag sul calo della libido, il film di Spurlock è un efficace e tempestivo avvertimento dei danni alla salute che può provocare uno stile di vita basato unicamente sul junk food. Ognuno di noi sa che il cibo da fast food, il cosiddetto "Junk food" o "cibo spazzatura", non è certo dei più salutari ma quanti hanno un'idea degli effetti concreti che questo cibo ha sul nostro organismo? Mette su" dodici chili e inizia ad avvertire una serie di disturbi come nausea, dolori al petto, palpitazioni, fatica, perfino difficoltà nei rapporti sessuali. I valori clinici iniziano presto ad alterarsi e così l'umore; gli stessi medici che lo hanno monitorato sostengono che non avrebbero mai immaginato conseguenze di tale portata in così breve tempo. Morgan visita scuole in cui l'educazione fisica è pressoché assente, e mense scolastiche che offrono solo cibi precotti e inscatolati. Denuncia così l'interesse economico in nome del quale si cerca di influenzare i ragazzi, portandoli fino ad una vera e propria dipendenza dal cibo. I bambini sono condizionati sin da piccolissimi dai divertimenti legati al fast food, dalla pubblicità, dai premi, dai concorsi; dall'altra parte vengono incentivati al consumo di cibo spazzatura dai menu scolastici. "Se i giovani amano McDonald è perché sono stati condizionati sin da piccoli ad associare a questo luogo elementi positivi e divertenti", "allora credo che quando avrò un figlio gli darò un pugno ogni volta che passeremo di fronte ad un fast food".

Così vanno le cose negli Stati Uniti. E poiché il modello di vita e di alimentazione americano si sta diffondendo sempre più rapidamente in tutto il mondo occidentale, così le cose rischiano di andare anche da noi.