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giovedì 19 luglio 2007

SELVA. Vecchia cariatide di regime Nuovo esempio di civiltà


Gustavo Selva ci ripensa e rimane senatore. Quello che per arrivare in tempo negli studi televisivi della 7,in una Roma paralizzata dall'arrivo di Bush, aveva pensato bene di fingere un malore e farsi accompagnare con ambulanza del 118 con a bordo medici convinti di avere a che fare con un paziente cardiopatico da piazza del Parlamento agli studi de La7 dove era atteso per un dibattito. Si era pure lamentato per il ritardo di quest'ultima, intimidendo e minacciando l'equipaggio medico-infermieristico. Confessandolo poi candidamente in diretta: «Ho detto una piccola bugia, un trucchetto da giornalista per arrivare qui». Aveva orgogliosamente rivendicato la bravata, salvo poi annunciare le dimissioni da senatore pressato dal suo stesso partito.
Ieri le dimissioni Gustavo Selva le ha revocate, così spiegando:"I cittadini mi invitano a restare e perciò «Assumo su di me la responsabilità politica di ritirare le dimissioni. Lo faccio per rispetto vostro, perché se mi assolvete potrebbe sembrare la casta che si autodifende».
A sentir parlare di rispetto da chi lo fa togliendo un servizio di emergenza a chi può sentirsi male o al limite morire ci si sente presi in giro. In un paese civile un politico dopo tale vergognoso comportamento non avrebbe avuto tempo per dimettersi, sarebbe stato cacciato a calci da i suoi stessi compagni di partito.
Un cittadino qualunque sarebbe stato arrestato.
Ma questa è l'Italia.

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